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SMART WORKING

Successo dell’anteprima del volume “Smart Working. Nuove skills e competenze”

Pubblicato da Teleskill Italia | 07/feb/2017

Il 26 gennaio 2017 si è svolta la presentazione di un volume curato da Giuditta Alessandrini, professore a Roma Tre, nato da un progetto di ricerca promosso dal Laboratorio Ceforc “Formazione Continua & Comunicazione” e pubblicato dalla Pensa Editrice di Lecce/Brescia dal titolo “Smart Working. Nuove skills e competenze”.

I lavoratori “smart” nel nostro Paese, secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, in Italia sono oggi 250mila, il 40% in più rispetto al 2013. Grazie agli scenari di industry 4.0 in sviluppo (pur se lentamente!) anche nel nostro paese il tema dello smart working è quanto mai attuale.

L’evento, coordinato da Arianna Voto, Presidente Cpo Associazione Stampa Romana, ha visto coinvolti come relatori Romano Benini (Docente La Sapienza Roma), Pierluigi Richini (QUADRIFOR)), Silvia Giorgi ((American Express), Patrizia Ordasso (Banca Intesa San Paolo), Valeria Viale (ANPAL).

La ricerca, di tipo qualitativo, ha analizzato alcuni casi eccellenti di note aziende, tra cui una grande banca operante nel nord Italia, ed un’azienda internazionale operante nei servizi in tutto il mondo, con uno sguardo attento alla dimensione formativa del fenomeno. Il volume è di grande utilità anche per la parte giuridica e per i numerosi dati statistici relativi all’overview sulle ricerche nazionali ed internazionali.

 

Il lavoro agile, si chiede la Alessandrini può essere definito come una rivoluzione culturale? “Smart” vuol dire soprattutto lavoro più intelligente e quindi la risposta non può che essere affermativa. L’analisi delle trasformazioni del lavoro – già studiate da un’altra opera della stessa Autrice –, il Nuovo Manuale per l’esperto dei processi formativi – vincitore del premio Siped 2016 –, qui è “letto” nelle sue forme più radicali ed in riferimento ad analisi di caso di grandi aziende.

Lo Smart Working dunque – reso possibile da un quadro normativo in definizione – ci consente di ripensare il lavoro in un’ottica che consente processi di maggiore sostenibilità ambientale. Ma anche modalità di lavoro caratterizzate da nuove flessibilità di spazio e di tempo più vicine alle esigenze della donna, molto spesso coinvolta da incombenze di cura per i figli o gli anziani.

Il confronto con le tecnologie diventa anche, per gli autori del volume, un’ esigenza di valorizzazione delle competenze individuali della persona. Dunque un processo di creazione di valore nella direzione dell’innovazione. Ciò che serve è un approccio formativo anche per la dirigenza (si è parlato di e-leadership) consapevole che la realizzazione del benessere individuale e di un’armonia organizzativa sono possibili.

Le parole chiave che sono emerse nel dibattito, al quale hanno partecipato anche associazioni come l’AIDP, e tanti attori operanti nel campo della formazione e dello sviluppo HR sono le seguenti: il valore della fiducia come ambito del rapporto in azienda, la responsabilizzazione, l’autonomia, valorizzazione della motivazione e del benessere individuale e collettivo.

La posta in gioco è alta. Un lavoro a misura di persona che consenta lo sviluppo della creatività, un dialogo lavoratore-impresa centrato sulla fiducia e che assicuri, insomma, quella felicità nel lavoro di olivettiana memoria ricordato più volte nel dibattito.

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